Le cefalee ed le emicranie sono malattie di rilevante interesse sociale: la maggior parte degli attacchi è infatti disabilitante ed il costo delle giornate di lavoro perse ogni anno nei paesi occidentali ammonta a diverse migliaia di miliardi; per non parlare del condizionamento sulla "qualità della vita" di chi ne soffre: molte persone accusano attacchi con incidenza settimanale o con più crisi la settimana, attacchi che possono durare poche ore ma anche più di giorni. In altre parole, molte persone trascorrono mesi della loro vita a letto o costrette a rimanere in casa nel corso degli anni; e, non per ultimo, le conseguenze negative per la salute, causate dall'uso abituale dei farmaci anti emicranici.

Si calcola infatti che circa il 10% della popolazione generale soffra di emicrania che è più diffusa tra le donne (15%) rispetto agli uomini (6%).

La medicina tradizionale vede l'emicrania come una patologia che interessa "la testa" e tutte le sue teorie e ricerche vertono in questa direzione. La conseguenza é che fino ad oggi si sono messi a punto tutta una serie di farmaci, in grado soltanto di placare il dolore ma non di impedirne l'insorgenza. Per questa ragione si parla di cefalea "essenziale" o "primaria".

La Medicina Tradizionale Cinese considera invece l'emicrania come la conseguenza di squilibri energetici e fisiologici "generali". Il dolore cefalico diviene quindi, l'ultimo anello di una catena di eventi che lo precedono e lo determinano.

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