Cari amici,

vorrei presentarVi questo testo che ho preparato per voi incentrato  su un interessante articolo recente poiché risale al giugno 2019.

 

La fonte: N Engl J Med 2019;380:2440-8.

 Gli autori: Allan H. Ropper, M.D. Nanna B. Finnerup

 

Il centro di studi: Department of Clinical Medi- cine, Danish Pain Research Center, Aarhus University, and the Department of Neurology, Aarhus University Hospital — both in Aarhus, Denmark.

Il titolo:

Nonnarcotic Methods of Pain Managment

 

 In questo articolo viene spiegato come il dolore acuto può essere  gestito evitando l’uso di farmaci oppiacei.

 L’autore sottolinea come  gli oppioidi possano creare dipendenza nel soggetto che ne abusa. In questo articolo si sottolinea come sia importante seguire il proprio paziente nella fase del dolore acuto grazie a varie terapie complementari quali l’agopuntura e/o terapie comportamentali che davvero possono aiutare nella gestione del dolore acuto.

Si sottolinea come terapie con farmaci anticomiziali, come il gabapentin, non sempre possano essere di aiuto nel dolore neuropatico.

L’American College of Physicians sottolinea che l’agopuntura è davvero efficace nel trattamento del dolore, inoltre raccomanda di proseguire le normali attività della propria vita.

In questo articolo si spiega inoltre che possono esistere forme di dolore senza un vero e proprio danno fisico, pensiamo al dolore neuropatico o alle forme cefalalgiche sine materia. In questi casi la fonte del dolore va ricercata nell’ alterazione della percezione del dolore, da parte del sistema  neurologico somato-sensoriale  attraverso le vie talamo-corticali.

Ecco perché si parla di dolore soggettivo, perché esso dipende dal proprio coinvolgimento emotivo, da fattori socio-culturali, dal sesso, dallo stato umorale.

Si spiega perché terapie come l’agopuntura o terapie che determinano una inibizione del re-uptake della serotonina e noradrenalina a livello presinaptico possano determinare un innalzamento della soglia del dolore con effetto analgesico.

Quando siamo di fronte a un paziente che ha un dolore apparentemente inspiegabile, un dolore senza un fattore causale spesso ci scoraggiamo e ci fermiamo sentendoci impotenti e sconfortati. Ma spesso si tratta di un dolore emozionale, come definito in questo articolo “emotional pain”. Ecco perché possiamo cercare di aiutare il nostro paziente. Ecco perché molte tecniche come l’agopuntura che lavorano sulla nostra componente anche emozionale possono davvero essere risolutive.

 

Volevo, con questo articolo recente e davvero vicino a noi, poter fornire una chiave di lettura diversa dal solito. Nella convinzione che spesso il dolore non è tutto ciò che ci aspettiamo di vedere o capire ma che nasconde una parte complessa, indovata nel nostro animo.

 

Grazie della vostra attenzione.

Dr. Greta Chiaramonte